Terrorizzati dall’uomo. Tordi e pettirossi, impiccati e … spezzati!

GEAPRESS – Continua l’attività dei volontari della LIPU per contrastare i fenomeni illegali di uccellagione nei boschi del Sulcis e del Sarrabus, in provincia di Cagliari.

Come era previsto, l’abbassamento delle temperature ha favorito l’arrivo degli uccelli e si è messa in moto la macchina illegale degli uccellatori, che da qui al periodo natalizio, quando sarà massima la richiesta delle “grive” (dal nome francese dei tordi), costerà la vita a centinaia di migliaia di uccelli, protetti e non.

Impiccati in piccoli lacci in crine di cavallo o nylon oppure intrappolati in reti invisibili. Se non muoiono subito per arresto cardiaco sono destinati ad una fine terribile: la testa schiacciata inesorabilmente tra le dita dell’uccellatore.

Il freddo avanza e la macchia si popola di cercatori di funghi, spesso finti, che nel cestino ripongono altri prodotti del bosco, non certo di origine vegetale.

L’intervento della LIPU, qualche volta, riesce a far inceppare questo meccanismo ed a salvare migliaia di uccelli.

E’ il caso dell’area di Poggio dei Pini, in Comune di Capoterra, dove i volontari hanno individuato un lungo sentiero di trappole a scatto di terra, innescate con bacche di ginepro. Le trappole più efficaci e selettive!

Nella foto si può apprezzare l’insidia costituita dalla trappola: l’uccellino vede la bacca rossa posizionata su una piazzola pulita dal muschio e pensa di poter placare la sua fame. Invece si vede preso inesorabilmente al collo da un laccio. Rimane così sospeso per ore, in quanto l’elasticità della bacchetta in metallo gli consente spesso di restare con i piedi sul terreno e dunque in lunga agonia.

Il terrore degli uccelli è facile da percepire: quando sentono avvicinarsi i passi di un essere umano cominciano a sbattere le ali e ad emettere versi disperati di allarme.

Il soggetto titolare del “sentiero” era già noto: filmato dalla telecamera della LIPU il 3 gennaio 2010 mentre prelevava un tordo da una trappola era stato segnalato all’Autorità Giudiziaria.

Ma evidentemente poteva continuare a svolgere indisturbato la propria attività illegale.

La zona di Poggio dei Pini è particolarmente “produttiva” in quanto molto umida e quindi adatta in questo periodo alle esigenze degli uccelli.

Nonostante le trappole fossero state da poco ripulite dall’uccellatore, infatti, sono stati trovati 3 esemplari di Tordo Bottaccio già morti, mentre i due ancora in vita sono stati rimessi in libertà.

I volontari hanno asportato le circa 800 trappole trovate lungo il sentiero.

Nell’ “area protetta” del Gutturu Mannu sono stati inoltre disattivati 16 lacci per la cattura illecita di Cinghiale e 4 per Cervo Sardo ed altre centinaia di trappole per uccelli. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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Sardinia: LIPU Protection Camp begins in the Low Sulcis Among bird kebabs and deadly paths in the woods

The LIPU (Italian League for Bird Protection) intervention for the protection of migratory birds that are being killed in the woods nearby Cagliari by illegal traps and nets has begun these days.

Because of the high temperatures and the lack of rain, there’s been a delay of ripening of the fruits that are eaten by birds, and as a consequence very few birds are present at the moment in the woods.

Therefore the number of traps found is relatively low.

The issue is going to escalate as the chill hits. The bird poachers are about to mount the traps in their own paths, since greater profits are earned in conjunction with Christmas holidays.

Unfortunately in that period, many people from Cagliari are in the habit of eating “Pillonis de taccula”, a sort of kebab made of eight birds.

These days a dozen of volunteers are covering the paths made by poachers, destroying all the traps. The traps use loop knots, are set on the branches of the trees or at the bottom of the trees (juniper berries or strawberry tree berries are used as baits).

The paths are present in all the wooded areas of Sulcis (west of the regional capital) and are very widespread in Capoterra, Uta, Assemini and Santadi.

Bird poachers in Sulcis are estimated to be about 200. Each of them makes a path, made of a number of traps that can go from a few dozens (if it’s an occasional poacher) up to many thousands (if it’s a professional bird poacher). The latter earns great profit by selling the animals, especially Song Thrushes, to private individuals or to restaurants. The birds are illegally sold and with no health inspection.

In Sarrabus, located in Eastern Cagliari, illegal bird catching is done by a low number of bird poachers, but the devices used are even more deadly. The birds are captured by huge barriers of fixed nets with non-selective trapping.

The work of the volunteers of LIPU consists in destroying the traps and the nets and in removing the snares made of metal wire for Wild Boars and the Sardinian Deer (these mammals are also illegally sold and considered as precious game).

LIPU highlights that most of the trapping installations are located inside protected areas, such as Parco dei Sette Fratelli and Gutturu Mannu. That makes more serious this destructive and hateful activity which threatens many species, migratory and sedentary.

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Sardegna: iniziato il campo LIPU nel basso Sulcis

GEAPRESS – E’ iniziato in questi giorni l’intervento della LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli – per la protezione dei piccoli uccelli migratori, decimati in gran numero nei boschi situati nelle vicinanze di Cagliari da attività di cattura illegale per mezzo di trappole e reti.

Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno fatto si che il numero degli uccelli presenti nei boschi sia ancora molto basso, anche a causa della ritardata maturazione dei frutti di cui gli uccelli si nutrono.

Per questo il numero delle trappole individuate è ancora relativamente basso.

Il fenomeno è però destinato ad intensificarsi con l’arrivo del freddo, quando tutti gli uccellatori provvederanno ad allestire i propri sentieri, visto che i maggiori guadagni sono realizzati in concomitanza con le festività natalizie.

In quel periodo, purtroppo, molti cagliaritani hanno l’abitudine di consumare i “Pillonis de taccula”, spiedini composti da otto uccelli.

Una decina di volontari percorre in questi giorni i sentieri realizzati dagli uccellatori distruggendo le trappole, costituite da cappi per impiccagione posti sui rami delle piante della macchia e da trappole a scatto situate alla base delle stesse ed innescate con bacche di corbezzolo o ginepro.

I sentieri sono presenti in tutte le aree boscose del Sulcis, ad Ovest del capoluogo, ma insistono particolarmente nei Comuni di Capoterra, Uta, Assemini e Santadi.

Gli uccellatori presenti nel Sulcis sono stimati in circa 200 ed ognuno di essi realizza un sentiero, costituito da un numero di trappole che possono essere solo poche decine nel caso di uccellatori occasionali o molte migliaia nel caso di quelli professionali. Questi ultimi realizzano ingenti guadagni vendendo gli animali, in particolare tordi, sia ai privati che ai ristoranti ed agriturismi della zona, che li somministrano illegalmente e senza alcun controllo sanitario.

Nel Sarrabus, situato nella parte orientale della provincia di Cagliari, l’uccellagione viene praticata da un numero molto inferiore di uccellatori, ma i sistemi utilizzati sono ancora più distruttivi, in quanto gli uccelli vengono catturati in enormi sbarramenti di reti fisse del tutto privi di ogni selettività.

Qui le trappole in crine di cavallo sono sostituite dalle tagliole Sep, che spezzano la colonna vertebrale degli uccelli.

Il lavoro dei volontari della LIPU consiste nella distruzione totale delle trappole e delle reti e nella rimozione dei lacci in cavo d’acciaio (vedi foto) che vengono legati alla base delle piante per catturare esemplari di Cinghiale o Cervo Sardo, anch’essi rivenduti come selvaggina pregiata.

La LIPU sottolinea come la maggior parte degli impianti di cattura sia situata in zone protette, come il Parco dei Sette Fratelli e quello del Gutturu Mannu. Ciò conferisce ancora maggiore gravità a questa odiosa e distruttiva attività, che costituisce una seria minaccia per molte specie, sia migratrici che stanziali. (da GEAPRESS)

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