Comando Provinciale Catanzaro
Catanzaro, 19 novembre 2010 – Diciannove ghiri spellati ed in parte sviscerati giacenti sul fondo delle pentole e già pronti per essere cucinati, questa la raccapricciante scoperta degli agenti del Comando Stazione forestale di Santa Caterina dello Jonio [coadiuvati dai Carabinieri di Isca Marina (CZ)] una volta fatta irruzione nel fabbricato di un bracconiere in località San Basile, nel comune montano di Isca sullo Jonio (CZ).
La Forestale ha identificato l’autore del reato, P.G. originario del luogo, denunciato a piede libero all’ Autorità Giudiziaria per illecita cattura, abbattimento e detenzione di esemplari di specie faunistica protetta, appartenente alla famiglia Gliridae dell’ordine Rodentia, mammiferi tutelati sia dalla Legge del 1992 che regola l’attività venatoria che dalla Convenzione di Berna, ratificata in Italia nel 1981, al fine di assicurare la conservazione di flora e fauna selvatica e dei relativi habitat naturali.
Ogni Stato adotta le proprie leggi per salvaguardare le specie di flora e fauna elencate nei tre allegati annessi alla Convenzione di Berna; per quanto riguarda in particolare i ghiri, ne sono vietati qualsiasi forma di cattura, detenzione e uccisione oltre al deterioramento e alla distruzione.
Inoltre il ghiro è considerata specie animale non cacciabile sul nostro territorio. E ad aggravare il caso ci sono le prove raccolte dagli agenti che gli animali siano stati catturati di martedì, in piena giornata di silenzio venatorio, e con l’ausilio di mezzi e strumenti vietati. Nel fabbricato sono stati trovati infatti numerose trappole ed archetti e sempre nel comune di Isca sullo Jonio, in una località adiacente alla zona del fabbricato e chiamata “Vallone dell’Inverno”, sono state rinvenute altre 5 trappole, posizionate tra i rami di leccio e corbezzolo con ogni probabilità dallo stesso bracconiere.
Oltre ai ghiri sono stati posti sotto sequestro, dalla Forestale, venti tra trappole ed archetti utilizzati per la loro cattura, ed un cannello-bruciatore a gas adoperato per spellare i piccoli mammiferi.
L’intervento si inserisce nell’ambito di servizi di controllo del territorio mirati alla prevenzione e repressione dei reati ambientali, con particolare attenzione al fenomeno del bracconaggio.
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