Capo Bruzzano

La Lipu sconfigge la cementificazione.

Capo Bruzzano è un promontorio situato sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria, nel comune di Bianco, sull’argine destro della fiumara Laverde.
La statale 106 Reggio-Taranto lo ha tagliato in due, lasciando in basso lo splendido arenile, le bellissime scogliere e le rocce scolpite dal vento e dal mare che formano suggestive sculture naturali. Nelle sue vicinanze vi sono i siti di nidificazione di rare tartarughe Caretta-Caretta. Per questo la Regione Calabria, accogliendo una richiesta che la LIPU aveva formulato già nel 1993, ha istituito nel 2008 il Parco Marino Regionale Costa dei Gelsomini. Questo tratto di costa, infatti, rappresenta il sito di nidificazione più importante d’Italia, con una trentina di deposizioni all’anno. Sulle arcate del ponte nidifica una grossa colonia di Taccole (Corvus monedula). Alcuni archeologi hanno recentemente scoperto nelle acque di Capo Bruzzano i resti di quello che sembra essere il porto dell’antica Locri. La parte alta del promontorio è di grande valore paesaggistico, affacciata com’è su un mare colore blu zeffiro, da cui l’altro nome di Capo Zeffirio. Purtroppo l’ignoranza dell’uomo ha portato al pressocchè totale disboscamento della collina. Rimangono solo alcuni imponenti esemplari di Lentisco, oltre agli onnipresenti eucalipti. Il disboscamento è causa di continui movimenti franosi. L’insegnamento avrebbe dovuto consigliare la salvaguardia dell’area e l’incremento del bosco presente vicino alla torre di avvistamento medievale, ed invece…..Il Comune di Bianco aveva previsto la totale cementificazione dell’area.
Il 17/4/92 il Presidente della Giunta Regionale della Calabria delibera con Decreto n. 44, ai sensi della legge n. 64/1986, lo stanziamento di £ 3.150.000.000 a favore della “Mare Azzurro S.R.L.” per la costruzione di un villaggio di 125.000 mq in località Capo Bruzzano. Il contributo era vincolato al completamento dei lavori nell’arco di tre anni.
I costruttori ottengono le autorizzazioni da parte del Comune di Bianco. Ma la zona è sottoposta a vincolo paesaggistico ed essi, pur non avendo ottenuto il nulla-osta da parte della Regione Calabria, nell’agosto del 93 iniziano ugualmente i lavori.
Contemporaneamente il Comune di Bianco approva un altro piano di lottizzazione, quello della “Capo Bruzzano S.R.L.”, anche questo su un’area di oltre 100.000 mq. Anche per questo villaggio viene presentata richiesta di contributo regionale con fondi CEE. Nella stessa zona sono previsti altri due villaggi turistici. La LIPU richiede al Comune di Bianco la documentazione urbanistica e, verificata la mancanza del nulla-osta paesaggistico, presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Locri. Il P.M. Dott. Gratteri dispone, sulla base degli accertamenti peritali, il sequestro del cantiere eseguito, nel maggio 94, dalla Guardia di Finanza.
Vengono incriminati per abusivismo edilizio i proprietari, il costruttore e gli amministratori del Comune, i quali sono anche imputati per abuso d’ufficio.
Dopo diverse istanze di dissequestro del cantiere, tutte respinte, i titolari della ”Mare Azzurro” presentano alla Regione Calabria, in data 14/11/95, la richiesta di rilascio del nullaosta paesaggistico a sanatoria.
La Regione Calabria non avrebbe potuto rilasciare il nullaosta, in quanto la LR n. 12/93 aveva prorogato fino al 24/11/96 le misure minime di salvaguardia previste dalla LR 23/90 ( in base alle quali erano vietate tutte le opere edilizie entro la fascia di 700 mt dalla battigia per i comuni sprovvisti di piano regolatore o che, in presenza dello stesso, non si fossero dotati, come il Comune di Bianco, di Piano Pluriennale di attuazione).
Ciò nonostante, il Presidente della Giunta, Donato Veraldi, in soli tre mesi rilascia il nullaosta con DPGR n. 27 del 16/1/95, in seguito ad un’istruttoria dell’Assessorato Ambiente e Territorio che non faceva alcun riferimento alla rilevanza ambientale di Capo Bruzzano.
Il funzionario incaricato di relazionare sulla pratica, Geom. Vincenzo Iuli, chiedeva di essere esonerato dall’incarico, adducendo di non poter esprimere con serenità il proprio parere, essendo stato sentito sui fatti dagli inquirenti.
Nonostante le richieste delle associazioni ambientaliste, la Soprintendenza ai Beni Ambientali della Calabria ed il Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali non hanno esercitato il prescritto potere di annullamento dell’illegittimo nullaosta.
In seguito al rilascio del nullaosta i proprietari della “Mare azzurro”chiedono ed ottengono in data 24/1/96 dal Comune di Bianco la riapprovazione del piano di lottizzazione. Di fronte al Tribunale di Locri, si svolge l’udienza preliminare nella quale viene rigettata la richiesta di costituzione di parte civile della LIPU e di Legambiente. Secondo il Gup Malgerile due associazioni mancherebbero di legittimazione in quanto non hanno una loro sedea Capo Bruzzano(…). Gli imputati vengono comunque rinviati a giudizio ed il cantiere sottoposto a definitivo sequestro.
Alla fine di gennaio 96 le insistenti piogge provocano numerose frane nella zona, determinando l’interruzione della ferrovia e della statale 106. Il Sindaco, lo stesso che aveva autorizzato lo scempio, chiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale…
Oggi i pilastri marciscono al sole, la natura sta lentamente rimarginando le sue ferite, il Comune di Bianco sembra finalmente aver compreso il valore di Capo Zeffirio e vorrebbe farne un parco. Speriamo che la sua realizzazione non sia messa in mano a geometri ed affini. La LIPU è sempre disponibile a fornire la propria gratuita e disinteressata assistenza per la realizzazione di interventi di restauro ambientale che aumentino il valore naturalistico dell’area.

Interrogazione parlamentare su Capo Bruzzano

11 Gennaio 1996.
REALE – Al Ministro per i beni culturali ed ambientali – Per sapere.
Premesso che:

  1. la regione Calabria ha omesso di ottemperare a quanto previsto dalla legge n 431-1985 in materia di piani paesistici (senza che il Ministero dei beni culturali abbia esercitato il prescritto potere sostitutivo);
  2. la stessa regione, con legge regionale n 3-1995 ha delegato a comuni e province la competenza al rilascio dei nullaosta paesistici;
  3. la legge suddetta, non prevedendo forme di pubblicità dei nullaosta rilasciati, impedisce di fatto ogni forma di controllo e opposizione ai medesimi;
  4. con decreto del Presidente della giunta regionale n 27-1995 la regione Calabria ha rilasciato nullaosta paesistico per la costruzione di un mega villaggio turistico su un’area di 125.000 mq in località Capo Bruzzano nel comune di Bianco (Rc) in un territorio incontaminato e ricco di bellezze naturali, paesaggistiche ed archeologiche, unico promontorio integro della costa ionica reggina;
  5. il cantiere per la costruzione del villaggio (per giunta realizzato con finanziamento di 20 miliardi dall’assessorato al turismo della stessa regione Calabria) era già stato posto sotto sequestro su richiesta della Procura della Repubbilica di Locri in data 29 aprile 1994, anche per la mancanza del nullaosta paesistico;
  6. alla costruzione del villaggio sembra siano interessate e concorrano alcune cosche mafiose della locride;
  7. il suddetto nullaosta, richiesto dal sindaco di Bianco in data 14 novembre 1994 è stato rilasciato dalla regione, con sospetta celerità, dopo soli sessanta giorni, mentre in casi analoghi l’attesa può raggiungere gli anni e del tutto inesistente appare l’attività istruttoria svolta dal competente Assessorato regionale se nella relazione per il rilascio del nullaosta non si riscontra alcun cenno ai particolari valori ambientali, paesaggistici ed archeologici della zona di Capo Bruzzano; nè tantomeno alle conseguenze che avrebbe l’impatto sul territorio la costruzione e l’utilizzazione del mega villaggio;
  8. sarebbero state esercitate indebite pressioni sull’assessorato tanto da indurre il funzionario addetto alla pratica del nullaosta a rinunciare all’incarico;
  9. avverso il decreto n 27 è stato presentato da parte della LIPU ricorso al Tar di Catanzaro che ancora deve pronunciarsi nel merito, pur avendo respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento;
  10. la competente soprintendenza di Cosenza ha rilasciato parere favorevole al nullaosta con la sola risibile motivazione della “esigua porzione di territorio ricadente in area vincolata”, mentre tale porzione risulta pari a ben 50.000 mq e comunque è ben diverso lo spirito con il quale la legge ha riservato alle Soprintendenze il potere di controllo sugli atti delle regioni;
  11. il Ministero per i beni culturali e ambientali non ha ritenuto di dover esercitare il potere di annullamento del provvedimento regionale, così come era stato richiesto dal WWF Calabria in data 31 marzo 1995:

quali iniziative il Ministro per i beni culturali ed ambientali intenda assumere affinchè vengano approvati i piani paesistici relativi alla Calabria, onde mettere fine ad una voluta situazione di illegalità che sta portando alla devastazione del territorio calabrese; quali iniziative in particolare intenda assumere per tutelare il territorio di Capo Bruzzano su cui pende la minaccia della costruzione di quattro villaggi turistici; se non ritenga vi siano gli estremi per impugnare il provvedimento autorizzativo della regione Calabria.