Si è conclusa nei giorni scorsi la campagna 2009/2010 della LIPU contro l’uccellagione in provincia di Cagliari. Nell’ultima fase del campo, tra Natale e il 9 gennaio, 30 volontari, provenienti da ogni parte d’Italia e da Malta, hanno proceduto alla distruzione di 11.266 trappole in crine di cavallo per la cattura di piccoli uccelli (prevalentemente tordi, merli e pettirossi), di 44 reti, di 129 tagliole “sep”, di 21 cavetti per la cattura di mammiferi. Hanno rinvenuto nelle trappole 118 uccelli, di cui 53, ancora vivi, sono stati rimessi in libertà. Tra questi molti pettirossi, tordi e merli, ma anche colombacci e ghiandaie.
I volontari hanno inoltre provveduto alla ripresa filmata di due uccellatori intenti al recupero degli uccelli che avevano catturato con le trappole. Contro di loro la LIPU ha presentato denuncia al Comando dei Carabinieri di Capoterra, cui compete l’identificazione ed il deferimento all’Autorità Giudiziaria, cui la la LIPU ha anche consegnato tutto il materiale di cattura rimosso nel corso della campagna.
Sale cosi a cinque il numero degli uccellatori, tutti di Capoterra, filmati e denunciati quest’anno dalla LIPU. Un numero considerevole, se si pensa che le Forze dell’Ordine cagliaritane, messe assieme, non arrivano a 10 denunce all’anno.

Un uccellatore preleva un Pettirosso dalla trappola
I risultati dell’intervento della LIPU a Cagliari sono stati di grande rilievo: nel corso di 50 giorni di attività (dal mese di ottobre a quello di gennaio) 82 volontari, percorrendo a piedi migliaia di chilometri, hanno rimosso 24.829 trappole, 102 lacci per la cattura di mammiferi, distruggendo complessivamente 45 sentieri di uccellagione e ritrovando 204 uccelli, 66 dei quali rimessi in libertà.
L’attività dei volontari ha consentito l’individuazione di un gruppo di bracconieri operanti in associazione in località Ricetta, nella Valle del Gutturu Mannu, ai confini delle province di Cagliari e di Iglesias. Gli uccellatori avevano piazzato decine di migliaia di trappole, tutte realizzate con la stessa tecnica di fattura ed alcuni di essi ricevevano persino un compenso di 50 euro al giorno per la loro attività illecita.
L’individuazione di questo gruppo (che agiva indisturbato da 30 anni) e la distruzione delle trappole ha provocato la violenta reazione nei confronti dei volontari, che sono stati più volte minacciati e in due diverse occasioni pesantemente aggrediti. Degli episodi è stata presentata denuncia ai Carabinieri di Capoterra, cui sono state fornite le targhe delle autovetture degli uccellatori ed altri utili elementi per sgominare il traffico.
“La situazione si aggrava di anno in anno – ha dichiarato Giovanni Malara, responsabile del campo LIPU – A Case Ricetta le trappole erano a pochi metri dalla strada, visibili a tutti. E’ evidente che se da parte delle forze dell’ordine preposte a reprimere l’uccellagione non c’è la sufficiente attenzione, bersaglio delle violenze diventano, come è successo, i volontari”.
Ormai la provincia di Cagliari, con centinaia di migliaia di uccelli illegalmente uccisi, rappresenta, secondo la LIPU, una tra le più importanti emergenze nazionali per l’uccellagione, se non la più importante.
Se infatti nelle valli bresciane il fenomeno illegale viene efficacemente contrastato dal NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato, ciò non avviene in Sardegna, dove dunque il commercio illegale prospera ed ristoranti continuano a somministrare le “grive” come se nulla fosse.
Anche nel territorio dei Sette Fratelli la LIPU ha inferto un duro colpo ad un gruppo di uccellatori che esercitavano l’attività illecita per mezzo di reti di cattura fisse.
L’intervento dei volontari ha consentito di distruggere 52 reti poste su un crinale roccioso e di rimuovere 129 tagliole per la cattura di uccelli.
La LIPU non si è limitata allo svolgimento di azioni di protezione attiva. I volontari, durante la loro permanenza in Sardegna, hanno svolto incontri con gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale Sergio Atzeni e del Liceo Scientifico di Capoterra.
Nel corso degli incontri, cui hanno preso parte centinaia di studenti e molti Professori, sono stati illustrati i diversi metodi di cattura e si è dibattuto sui danni che l’uccellagione, come fenomeno illegale, produce al tessuto sociale ed alla biodiversità del territorio di Capoterra. E’ stata pertanto sottolineata l’importanza del fatto che il fenomeno illegale sia combattuto dalla autorità locali con molta maggiore severità e rigore di quanto non avvenga adesso.
Al Campo della LIPU ha anche preso parte James Perry, giornalista della prestigiosa rivista inglese BBC Wildlife .
Perry ha avuto modo di seguire l’attività dei volontari lungo smisurati sentieri di trappole individuati sulle pendici del Monte Lattias, nella Valle del Gutturu Mannu.
Il servizio sarà pubblicato sul numero di febbraio della rivista con il titolo “Le valli della morte” e darà modo a centinaia di migliaia di lettori di tutto il mondo di essere informati della gravissima situazione dell’uccellagione in Sardegna.
La LIPU invierà il testo dell’articolo a tutti i Parlamentari del Gruppo Verde presso il Parlamento Europeo, con la richiesta di rivolgere interrogazioni al Commissario Ambiente dell’Unione europea sulle gravissime violazioni perpetrate in Sardegna alla legge che dovrebbe tutelare gli uccelli migratori, patrimonio della comunità internazionale.
La LIPU invierà inoltre alla Procura della Repubblica di Cagliari dettagliata relazione sull’attività svolta.
L’associazione ringrazia per la preziosa collaborazione la Direzione Scolastica dell’Istituto Sergio Atzeni ed il Comando della Stazione Carabinieri di Capoterra.
Share on Facebook