
Uno dei bracconieri denunciati dalla LIPU mentre ritira la preda.
26 sentieri di uccellagione distrutti
13.563 trappole per catturare merli, tordi e pettirossi (media 521,65 trappole x sentiero)
81 lacci in cavi d’acciaio per la cattura di cinghiali, gatti selvatici e cervi
8 reti
Questo il bilancio della prima fase del Campo che la LIPU ha svolto in Sardegna per combattere il vasto fenomeno della cattura illegale di uccelli e mammiferi in provincia di Cagliari.
52 volontari, provenienti da tutta Italia, si sono dati appuntamento nei boschi del Basso Sulcis, teatro di una attività illegale cruenta e molto redditizia per gli uccellatori: nel mirino dei bracconieri soprattutto specie di uccelli come Merlo, Tordo bottaccio, Pettirosso, Verdone e Codirosso, alcune delle quali (soprattutto i tordi) rivenduti – nonostante i divieti – a macellerie e ristoranti locali per la preparazione di piatti tipici, in particolare quello delle “grive”, composto da otto uccelli messi a macerare e bollire in foglie di Mirto.
Anche quest’anno i volontari non si sono limitati alla distruzione delle trappole, ma hanno dato un notevole contributo per l’individuazione e la denuncia penale di coloro che esercitano l’uccellagione nel cagliaritano.
Grazie ad alcune microcamere piazzate sugli alberi, infatti, hanno ripreso complessivamente tre uccellatori nell’atto di recuperare la preda catturata con le trappole.
Contro di loro la LIPU ha sporto denuncia per il reato di uccellagione al Comando dei Carabinieri di Capoterra, cui compete l’identificazione ed il deferimento all’Autorità Giudiziaria.
L’uccellagione provoca gravissimi danni al patrimonio faunistico sardo, in quanto colpisce in maniera indifferenziata tutte le specie, senza effettuare alcuna selezione. Rimangono così intrappolati uccelli stanziali, anche appartenenti a specie autoctone della Sardegna, indipendentemente dalla loro dimensione e commestibilità.
Durante i controlli effettuati i volontari della LIPU, coadiuvati da un piccolo gruppo di attivisti dell’Associazione tedesca Komitee, infatti, hanno ritrovato appesi alle trappole in crine di cavallo persino 2 splendidi esemplari di Sparviero (Accipiter nisus), uccelli rapaci e quindi particolarmente protetti dalla legge (vedi foto).

Uno dei due sparvieri ritrovati nelle trappole per tordi
La LIPU non si è limitata allo svolgimento di azioni di protezione attiva. I volontari, durante la loro permanenza in Sardegna, hanno svolto incontri con gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale Sergio Atzeni e del Liceo Scientifico di Capoterra.
Nel corso degli incontri, cui hanno preso parte centinaia di studenti e molti Professori, sono stati illustrati i diversi metodi di cattura e si è dibattuto sui danni che l’uccellagione, come fenomeno illegale, produce al tessuto sociale ed alla biodiversità del territorio di Capoterra. E’ stata pertanto sottolineata l’importanza del fatto che il fenomeno illegale sia combattuto dalla autorità locali con molta maggiore severità e rigore di quanto non avvenga adesso.
Al Campo della LIPU ha anche preso parte James Perry, giornalista della prestigiosa rivista inglese BBC Wildlife .
Perry ha avuto modo di seguire l’attività dei volontari lungo smisurati sentieri di trappole individuati sulle pendici del Monte Lattias, nella Valle del Gutturu Mannu.
Il servizio sarà pubblicato sul numero di febbraio 2010 della rivista con il titolo “Le valli della morte” e darà modo a centinaia di migliaia di lettori di tutto il mondo di essere informati della vergognosa situazione dell’uccellagione in Sardegna e del disinteresse della Regione Sardegna e del Governo Italiano verso la tutela degli uccelli migratori, appartenenti alla Comunità Internazionale.
La LIPU invierà alla Procura della Repubblica di Cagliari dettagliata relazione sull’attività svolta.
L’associazione ringrazia per la preziosa collaborazione la Direzione Scolastica dell’Istituto Sergio Atzeni ed il Comando della Stazione Carabinieri di Capoterra. Share on Facebook