Comunicato stampa 18 gennaio 2007 – In Sardegna intervenga il NOA!

CAGLIARI – Oltre 14mila trappole usate per la cattura illegale di tordi e pettirossi e 91 reti lunghe 400 metri rimosse in soli cinque giorni. E’ il bilancio della nuova azione antibracconaggio condotta nei giorni scorsi dai volontari della Lega italiana protezione uccelli (Lipu) nel Basso Sulcis per combattere il grave fenomeno dell’uccellagione, zona nella quale erano gia’ intervenuti nel dicembre scorso con la rimozione di diecimila trappole. Ora, per arginare il grave fenomeno, la Lipu chiede l’intervento del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato sottolineando – e’ detto in una nota- l’assenza dei corpi di polizia locali nella repressione del fenomeno. Preoccupante, viene definita, la situazione degli sbarramenti di reti fisse collocate dai bracconieri sui crinali per la cattura indiscriminata di migliaia di uccelli grandi e piccoli: 91 reti montate su pali, per una lunghezza complessiva di circa 400 metri lineari, sono state rimosse a Capoterra, nelle localita’ di Santa Lucia, Punta Bidda Beccia, Costa Is Seddas e Punta Gennasoli. Sugli stessi crinali erano stese centinaia di altre reti che i bracconieri hanno tolto prima dell’arrivo dei volontari. Nelle trappole e nelle reti sono stati trovati 62 uccelli, dal Tordo Bottaccio al minuscolo Fiorrancino, ai rapaci diurni e notturni. 23 uccelli, ancora vivi, sono stati liberati. Alla seconda parte del campo ”Lipu antibracconaggio”, articolato quest’anno su piu’ periodi, hanno preso parte 25 volontari provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno perlustrato i boschi dei dintorni di Capoterra alla ricerca delle decine di migliaia di trappole in crine di cavallo che vengono poste dai bracconieri sulle piante della macchia mediterranea ed alla loro base. I ”sentieri” realizzati dai bracconieri sono stati individuati nelle localita’ sovrastanti il centro abitato di Capoterra, sui Monti Arrubiu ed Arbu, nelle vicinanze della Comunita’ Montana, presso la Miniera di San Leone e nell’Oasi Wwf di Monte Arcosu. ”Gli uccelli catturati, almeno 600mila all’anno, alimentano un mercato illegale gestito da associazioni criminali – ha aggiunto la Lipu – queste prosperano incontrastate realizzando profitti con la vendita al dettaglio, nei mercati, nei ristoranti e nelle macellerie delle ‘grive’, piatto tipico composto da otto tordi bolliti e poi messi a macerare nelle foglie di Mirto”. ”Sapevamo che la situazione a Capoterra era grave – ha dichiarato Giovanni Malara, responsabile del Campo Lipu per il Basso Sulcis – ma non immaginavamo di poter trovare niente di simile”. La Lipu ha inviato giornalmente al Ministro per le Risorse Agricole e Forestali segnalazioni relative al materiale illecito ritrovato e chiedendo l’impiego in Sardegna del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato. (ANSA).

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